| SANTO SUBITO |
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Si è spenta la candela che illuminava i nostri cuori. Giovanni Paolo II ha raggiunto colui che gli ha sempre dato la forza di andare avanti e lo ha raggiunto con un sorriso. Sono le 21.37 di uno dei più tristi giorni del 2005 e nel silenzio, come ha sempre fatto, G.P.II ci ha lasciati. La luce di quell’alta finestra in Vaticano si è spenta, in basso migliaia di lacrime di tutti i fedeli.
Poi un applauso scrosciante seguito da un silenzio nostalgico. Già ci manca. Il Papa dei giovani, dei bambini, degli anziani, di tutti ha aperto le porte a Cristo, anzi le ha spalancate come ha sempre esortato i fedeli a fare. Oggi 3 Aprile la piazza antistante la Basilica di San Pietro è colma di fedeli che sventolano centinaia di bandiere di ogni Paese. In tv e alla radio vengono letti i saluti di Bush, Putin, della Regina, di Cuba… Eh già, oggi il Papa di lassù ha potuto vedere un mondo unito, senza pregiudizi, come aveva sempre sognato e per il quale aveva sempre lottato. Finalmente oggi tutto ciò non è un’utopia. Fu fautore del crollo dei regimi comunisti, fu colui che non dimenticò mai la parola PACE. Lui era la pace e andò in ogni parte del mondo in cui dominava la guerra. Lui proclamava il dialogo e l’amore, Lui parlava anche con il suo silenzio, perché il Papa di tutti anche nei suoi silenzi ci ha insegnato qualcosa. Papa Karol Wojtyla, uomo di straordinaria lucidità, e soprattutto dotato di un incredibile coraggio ed eccezionale “buonsenso”: il suo capolavoro è stato quello di rendere la Chiesa Cattolica più vicina a tutti, non solo ai suoi tradizionali fedeli ma soprattutto alle altre fedi religiose, incluse quelle storicamente considerate “avversarie”. E’ riuscito a restare fedele alle più vere tradizioni della fede cattolica e nello stesso tempo ha costruito solidi ponti con le altre religioni e l’universo laico, mettendo gli altri “capi” religiosi nelle condizioni di dover aprire dialoghi tra “uomini di buona volontà”. Le sue pubbliche richieste di perdono per gli errori del passato storico non furono segno di debolezza o di disperata ricerca di compromesso con le altre religioni ma rappresentarono una eccezionale dimostrazione di forza morale. Il Papa fu davvero “l’uomo della Provvidenza”. Abbiamo perso il Papa che ha unito tutti, nessun Paese è mai rimasto fuori, quel Papa che non ha mai avuto paura di abbracciare un uomo di colore, il Papa che amava i giovani, ritenendoli “la speranza” del mondo, quegli stessi giovani accorsi al suo capezzale a cui ha rivolto le sue ultime parole: “VI HO CERCATO, SIETE VENUTI DA ME, PER QUESTO VI RINGRAZIO”. La sua tenacia, la sua forza fisica e la sua forza d’animo ci hanno insegnato tutto della vita… Con la sua speranza ha sconfitto il male. Ci ha insegnato a non avere paura di Cristo e anche ieri la nostra guida ci ha insegnato qualcosa: come soffrire e morire con dignità. E’ stato un esempio di vita per tutti, ci aperto gli orizzonti alla vita: “SEI COME UNA NAVE CHE LASCIA LA SCIA CHE CONDUCE AL SENSO DEL SOFFRIRE”. Oggi il vuoto, tanti uomini smarriti e solo una parola: GRAZIE! E le sue labbra sorridenti, che da oggi ci accompagneranno per sempre, sembrano cantare: “WHAT A WONDERFUL WORLD”… quello a cui lui è andato incontro!
Valeria Carnovale |